Tipologie di biomassa

legno in ciocchi o bricchette, Cippato e Pellet

tipologie di biomassa più comuni, per disponibilità ed utilizzo

Stufe e caldaie a biomassa

Le stufe e le caldaie a biomassa rappresentano una della alternative più interessanti, al fine di un risparmio economico ed energetico, specie se non si vuole dipendere dal gas o non si ha la possibilità di allacciarsi al gas.

La convenienza del generatore a biomassa, il cui costo iniziale può essere scontato in Ecobonus, dipende, oltre dalla specifica tecnologia, anche dalla biomassa con la quale è alimentato.

Esistono differenti tipi di biomassa; trai più comuni la legna, in ciocchi o bricchette, oppure il cippato ed il pallet. Le tipologie di biomassa, hanno prezzi e rendimenti calorici differenti. In relazione alla disponibilità, alla possibilità di stoccaggio della biomassa ed al prezzo, possono incidere sulla scelta del generatore e sulla convenienza economica e pratica.

Legna in ciocchi e in tondelli

È legna ottenuta direttamente dagli alberi in forme e misure atte a consentire un suo facile stoccaggio, trasporto ed utilizzo. In base al suo peso specifico è classificata come legna dolce o forte:

  • La legna dolce (abete, pino, pioppo) è quella che ha un peso specifico medio-basso. Si accende facilmente, si consuma in fretta e la sua fiamma è lunga; si utilizza pertanto in forni che richiedono un lungo giro di fiamma.
  • La legna forte (roverella, faggio, frassino, robinia) è quella che ha un peso specifico medio-alto. Ha una combustione lenta e produce fiamme corte. Dura più a lungo della legna dolce ed è quindi più adatta al riscaldamento domestico. 

Questa legna va conservata in luoghi ben areati e coperti per eliminare il più possibile l’umidità in essa contenuta. La legna troppo umida, infatti, non solo dà rese molto basse, ma immette anche in atmosfera alti livelli di polveri e sostanze inquinanti.

Il principale vantaggio della legna in ciocchi e in tondelli è quello di avere un costo relativamente basso. Per contro consente prestazioni (come facilità d’uso e rese di combustione) inferiori a quelle ottenibili con il cippato e i pellet. Necessita inoltre di spazi non trascurabili per il suo stoccaggio e richiede frequenti carichi delle stufe o delle caldaie.

Bricchette di legno

Sono realizzate con scarti di materiale non trattato e compresso ad alta temperatura. La loro forma è generalmente cilindrica o ottagonale. Bruciano con fiamma bassa e continua in modo assai simile a quello del carbon fossile (lignite). A differenza di quest’ultimo, comunque le bricchette producono meno fuliggine, cenere e zolfo. Sono quindi più pulite e presentano un minor impatto ambientale.

Rispetto ai ciocchi e ai tondelli, le bricchette sono più compatte e hanno un maggior potere calorifico: è quindi più ridotto lo spazio richiesto per il loro stoccaggio e a ciò contribuisce anche la loro forma e il loro calibro regolare.

Altri vantaggi delle bricchette sono i bassi valori di umidità e di ceneri prodotte: cosa che facilita le operazioni di pulizia e di manutenzione.

Per contro il calore prodotto con le bricchette ha un costo più elevato di quello prodotto con la legna in ciocchi e in tondelli.

Cippato

È legno ridotto in scaglie con lunghezze variabili da 2 a 5 cm. È ottenuto con apposite macchine (dette cippatrici) da tronchi, semilavorati o ramaglie. Il legno di base può provenire da scarti di lavorazioni industriali oppure da colture dedicate short rotation forestry: colture a rapido accrescimento e a turno breve, dai 2 ai 5 anni.

Per la produzione di energia termica, il cippato è normalmente utilizzato in impianti con caldaie (a partire da circa 20 kW) ad alimentazione continua. Più le caldaie sono di elevata potenzialità e più il cippato può essere a scaglie grosse ed eterogenee. Il cippato è usato anche in impianti medio-piccoli di cogenerazione: cioè in impianti che producono contemporaneamente energia elettrica e calore per il riscaldamento urbano.

Pellet

Tra le varie tipologie di biomassa più comuni, il pellet risulta il più comodo nell’utilizzo. Il pellet è legno ridotto in piccoli cilindri con diametri variabili da 6 a 12 mm e lunghezze comprese fra 10 e 13 mm. Tali cilindri sono ottenuti da segatura pressata e compattata ad alta pressione. I pellet sono facili da trasportare e da dosare. Una vite senza, fine provvede al loro trasporto dalla zona di stoccaggio fino alla zona di combustione.

Il loro colore dipende sia dal tipo di materia prima utilizzata sia dai processi adottati per l’estrusione e l’essicazione della segatura. È importante utilizzare solo pellet di buona qualità per non:

  • compromettere la resa termica della combustione
  • recar danni alle stufe e alle caldaie dovuti a depositi di impurità incrostanti
  • immettere nell’atmosfera polveri e fumi troppo inquinanti.

Generalmente i pellet di buona qualità si possono riconoscere dalle loro superfici (che devono essere poco fessurate, lisce e dure) e dall’odore di legno non manipolato. È bene anche verificare che le confezioni siano a tenuta d’aria perché i pellet sono materiali che assorbono facilmente umidità.

È inoltre consigliabile accertarsi che in fondo ai contenitori non vi sia troppo legno in polvere, in quanto la sgretolabilità è indice di bassa qualità dei pellet.