SCALDABAGNO A GAS

Comfort e acqua calda

Istantanei, interni o esterni

Come sono fatti gli scaldabagni a gas?

Lo scaldabagno a gas, si differenzia dalla caldaia (con il quale spesso viene confusa) dal fatto che prima di tutto, serve solo a scaldare l’acqua dei rubinetti, e poi dal basso potere termico, espresso in kw. Solitamente il riscaldamento dell’acqua avviene tramite la combustione di gas, che può essere gas naturale o gas liquido.

Come funziona?

Ci sono due tipi di scaldabagni a gas, elettronici, e meccanici, si differenziano sia nella loro età che nel funzionamento. Quelli elettronici nel momento dell’apertura del rubinetto, hanno una valvola detta “flussostata” che sente il passaggio dell’acqua. Quindi lo scaldabagno aprirà la valvola gas, e il bruciatore scalderà tramite il gas, l’acqua di passaggio, tutto questo tramite una piccola scheda di gestione.
Quelli meccanici, non hanno alcuna scheda di gestione delle varie fasi, e tutto avviene grazie alla pressione dell’acqua. Quando apriremo l’acqua, nel “polmoncino” la pressione dell’acqua, farà aprire una membrana e uno spillo. Spingendo la valvola del gas farà partire la fiamma nel bruciatore, scaldando l’acqua .

Come è fatto lo scaldabagno a gas?

Scaldabagno a gas: ecco i componenti interni

  • Attacchi dell’acqua Calda e Fredda

  • Polmone o gruppo acqua

  • Regolatore dell’acqua

  • Fiamma pilota e Candeletta di accensione

  • Scheda di controllo/gestione

  • Pile 1 o 2

  • Bruciatore

  • Serpentina o scambiatore

  • Ventola elettrica per evacuazione dei fumi

Boiler a gas

Il boiler a gas fa parte della stessa categoria dello scaldabagno a gas, anche lui serve solo a scaldare l’acqua calda dei rubinetti. Sicuramente a parità di costi di gestione, in Italia è molto più conveniente del boiler elettrico, parlando proprio di costo a confronto tra gas e corrente elettrica.
Tutti comunque, scaldabagno a gas, boiler a gas, sono installati negli appartamenti, quando non sono presenti caldaia, pannelli solari o sistemi di riscaldamento dell’acqua centralizzati.

Il gruppo acqua del Boiler a gas

Quando apriamo l’acqua del boiler a gas, l’acqua di entrata fredda, entra nella parte destra di questo componente essenziale, detto “gruppo acqua” o “polmone”.
L’acqua entrando crea una pressione che muove all’interno una membrana una molla e un piattello, è un componente molto importante del boiler a gas, infatti quando questo non funziona correttamente, il boiler può dare molti problemi.

Come funziona?

Come detto sopra, nel momento dell’apertura dell’acqua si crea una pressione all’interno del gruppo dell’acqua. Se la sequenza di eventi non avviene nel modo corretto, il piattello non andrà a premere lo spillo del bruciatore, oppure non innesca l’interruttore della scheda.
Questo sarà motivo di malfunzionamenti dello scaldabagno. Davanti al gruppo dell’acqua si trova sempre un regolatore, che serve proprio a regolare il flusso dell’acqua o la sensibilità del gruppo dell’acqua. In caso di bassa pressione infatti, si dovrà chiudere verso destra il regolatore dell’acqua.

Gruppo gas del Boiler a gas 

Il corretto funzionamento del gruppo acqua del boiler, andrà ad innescare il gruppo gas, che è la parte interessata al riscaldamento dell’acqua. Formato da bruciatore e valvola gas il gruppo gas del boiler deve essere controllato da un tecnico specializzato e qualificato, perché un mal funzionamento renderebbe PERICOLOSO il funzionamento del Boiler!

Pacco batterie Boiler a gas

Negli scaldabagni di ultima generazione, esclusivamente dei boiler e scaldabagni di tipo B, a tiraggio naturale, sono presenti un pacco PILE, in quelli ti tipo C invece è presente un attacco alla rete elettrica.
Gli scaldabagno di una volta erano esclusivamente meccanici, il loro funzionamento era un insieme di movimenti dati dalla pressione dell’acqua, e la fiammella pilota sempre accesa, dava l’innesco al bruciatore. Tutto questo ormai è superato, l’elettronica è entrata anche in questa tipologia di boiler e scaldabagni, e la fiamma pilota è diventata superflua. L’innesco della fiamma e il controllo della stessa è data dalla centralina, che ovviamente ha bisogno di corrente!
La corrente è data proprio da queste pile, che si trovano regolarmente in commercio, dette “torcioni” da 1,5 volt. La corrente di queste va ad alimentare prima la scintilla della candeletta sul bruciatore, e poi l’apertura della valvola del gas.

Batterie scariche

Le batterie del boiler vengono date quasi sempre in dotazione, all’acquisto. Queste solitamente durano dai 3 ai 4 anni, noi comunque consigliamo la sostituzione massimo dopo 2 anni. Le batterie scariche possono alterare  le fasi del boiler, cene accorgiamo dal led rosso lampeggiante delle pile, o da ritardi di accensione.

Le batterie possono essere sostituite facilmente anche dall’utente, e sono inserite solitamente in una scatoletta sotto lo scaldabagno. In genere sono o 1 o 2

La scheda elettronica del boiler a gas

La scheda elettronica, è presente sui modelli più recenti di boiler o scaldabagni. Essa ha il compito di gestire quasi tutte le fasi dello scaldabagno, dalla accensione della fiamma, partenza della ventola di aspirazione, controllo delle sonde di temperatura e sicurezza.
È installata o sotto o lateralmente lo scaldabagno, spesso capita di doverla sostituire causa perdite di acqua o difetti tecnici della stessa. È comunque da considerarsi l’ultima alternativa in caso di guasto, e il suo costo è abbastanza alto.

La Fiamma pilota Boiler a gas

La fiamma pilota del boiler o scaldabagno, era presente degli scaldabagni di una volta tipo B a tiraggio naturale. È stata molto presente per decenni e la sua funzione era essenziale per dare lo spunto di accensione al bruciatore.Accoppiata sempre alla fiamma pilota c’era la termocoppia, che serviva da sicurezza in caso di spegnimento, dovuto a vari fattori, della fiamma.

Ovviamente il costante bruciare di questa fiamma, faceva si che il boiler subisse più usura al suo interno, portando a manutenzioni costanti.
Negli scaldabagni di ultima generazione la fiamma pilota è stata sostituita dalla gestione elettronica dell’accensione, tramite una candeletta di accensione, si crea una scintilla all’interno della camera di combustione, facendo partire la fiamma.

Il bruciatore dello scaldabagno

Il bruciatore dello scaldabagno, è il cuore pulsante di questo. Tramite degli ugelli presenti su una staffa, il gas viene distribuito su bruciatore in modo uniforme. È molto importante che il bruciatore sia in ottime condizioni, e durante la manutenzione, è sempre consigliabile dedicargli del tempo.
Il bruciatore è installato tra il gruppo gas e la serpentina o scambiatore.

La serpentina dello scaldabagno

La serpentina dello scaldabagno è la parte principale, dove avviene lo scambio di calore. Quando la fiamma parte nella camera di combustione, entra in contatto con la serpentina o scambiatore.

Il materiale di cui è composta la serpentina è il rame, ottimo conduttore di calore, l’acqua dopo essere passata dal polmone, arriva tramite tubi alla serpentina, girando tutto intorno fino alla parte alta simile ad un radiatore. In questo punto, che è il punto più caldo, l’acqua non passa semplicemente via in un tubo, perché al suo interno vi è un’elica o “turbolatore”. La sua funzione è quella di aumentare all’estremo lo scambio di calore.

Tutto questo funziona correttamente fino a quando la serpentina è in buono stato, e fino a che al suo interno si creano incrostazioni di calcare, fino a creare ostruzioni del passaggio dell’acqua. In questi casi è consigliabile fare una pulizia o decalcificazione della serpentina

Scaldabagno a gas, la capacità e portata della serpentina cosa scegliere?

Prima di tutto dobbiamo chiarire cosa sia la capacità della serpentina. La capacità è la quantità o portata di acqua che può dare una serpentina, questa capacità si misura in litri al minuto.
Solitamente gli scaldabagni partono con una capacità di 11 litri al minuto, che è più che sufficiente per un’abitazione di medio livello, infatti riesce a servire tranquillamente un bagno o una doccia.

In certi casi comunque è richiesta una portata maggiore che può essere 13/14/16 e così via, sicuramente in questi casi di richiesta maggiore di portata si sceglie sempre uno scaldabagno di tipo C a tiraggio forzato, più prestanti.

Bisogna comunque ricordarsi che uno scaldabagno di portata maggiore consumerà di più, e che riparazioni saranno più costose, quindi è giusto scegliere e farsi consigliare da un esperto, per evitare di sprecare potenza.

Lo scaldabagno a gas, si può definire “rapido” o ad “accumulo”.

Scaldabagno rapido a gas

Si può definire un scaldabagno rapido, quando il riscaldamento dell’acqua avviene nel momento della richiesta, aprendo il rubinetto, lo scaldabagno si accenderà e riscalderà l’acqua tramite un bruciatore diretto sullo scambiatore, alla temperatura impostata.Chiudendo il rubinetto terminerà la richiesta, e lo scaldabagno si spegnerà.
Lo scaldabagno rapido, è una valida alternativa nella stragrande maggioranza delle nostre case perché è molto compatto.

scaldabagno ad accumulo a gas

 Lo scaldabagno ad accumulo a gas, come dice la parola “accumula”, in questo caso ovviamente l’acqua. Solitamente è di forma cilindrica, e può essere di vario litraggio di accumulo, dai 80 litri in su.
Lo scaldabagno ad accumulo a gas, ha riscalda l’acqua alla temperatura impostata, tramite un bruciatore interno, e la mantiene calda pronta all’uso. Può essere una valida alternativa nei casi volessimo utilizzare più bagni insieme, perché non avremo troppo calo di pressione. Di contrario avremo un importante ingombro di spazio dello stesso.

Quanto costa lo scaldabagno a gas?

 Quale domanda è più comune quando decidiamo di sostituire lo scaldabagno. Ci possono essere molte cose che influiscono sul costo dello scaldabagno, ovviamente la marca, ma soprattutto la portata termica e capacità dell’acqua. Qui di seguito vi diamo qualche esempio di prezzo comprensivo di una nostra installazione standard:

Quali sono i sistema di ventilazione scaldabagno a gas?

Per quanto riguarda il sistema di ventilazione dello scaldabagno, esistono due tipi di categorie distinte. Tutte e due queste tipologie di scaldabagno sono valide, la differenza la fa il sistema di evacuazione dei fumi ovvero tiraggio naturale e tiraggio forzato.

Tiraggio naturale

Il tiraggio naturale, è il più vecchio sistema di evacuazione dei fumi combusti, più vecchio che esista. Infatti l’esempio più semplice lo abbiamo dei camini a legna, il fumo che rimane sale nel camino fino a disperdersi in cielo.
Questa salita dei fumi è merito di una corrente ascensionale, che si crea all’interno del camino, che permetta la salita naturale dei fumi. Tutto questo ovviamente è condizionato dalle situazioni atmosferiche, e da tanti fattori tecnici, che fanno si che il tiraggio naturale non sia il miglior modo di scarico, infatti la legge è molto severa in merito perché spesso può risultare pericoloso!

Tiraggio forzato

 Il tiraggio forzato, detto anche nel nostro gergo “turbo”, è il sistema più utilizzato negli scaldabagni di ultima generazione. È un sistema molto più complesso di evacuazione dei fumi, lo scaldabagno si presenta quasi simile, ma al suo interno la combustione avviene in una camera sigillata dall’esterno.
Dopo la combustione i fumi vengono aspirati da una ventola elettrica a centrifuga, e convogliati quindi forzatamente al tubo fumi, che è indirizzato verso l’esterno. Anche l’aspirazione dell’ossigeno avviene forzatamente per depressione, spingendo fuori i fumi, dall’altra parte viene aspirato l’ossigeno.
L’evacuazione può avvenire con tubo “coassiale” (tubo nel tubo) o “sdoppiata” due tubi separati, l’importante è che il tubo dei fumi, sia convogliato in un camino a norma di legge.

Dove collegare i fumi dello scaldabagno a gas a camera aperta?

 Lo scaldabagno a camera aperta ad evacuazione dei fumi in modo naturale, deve essere sempre installato in un ambiane con la ventilazione a norma di legge. Il tubo dei fumi deve essere installato in un camino adeguato terminante a tetto con tiraggio adeguato.

Gli scaldabagno a gas a tiraggio naturale tipo “B” di ultima generazione, al contrario di quelli del passato, presentano una sicurezza detta “sonda fumi” che in caso di malfunzionamento del tiraggio, va ad intervenire, e ad interromperne il funzionamento. Quindi non è più possibile scaricare in facciata, perché vento o intemperie potrebbero interferire nel tiraggio.

Meglio camera stagna o camera aperta?

 Riassumendo, possiamo dire che ove è possibile, è notevolmente meglio lo scaldabagno a camera stagna “Turbo”, l’efficienza energetica è migliore, ma sicuramente molto più sicuri. Il tiraggio forzato, a livello di prestazioni è sicurezza è la scelta migliore .
Questo non è però sempre possibile, e possiamo comunque rimanere o installare ancora uno scaldabagno a tiraggio naturale, comunque molto validi, negli ultimi modelli.

Installazione scaldabagno a camera aperta dove?

 Quando ci troviamo un camino a scarico collettivo, dove la canna fumaria riceve gli scarichi di CO2 collettivamente. In questo caso dovremo sostituirlo con uno similare per quanto riguarda lo scarico dei fumi, tipo “B” , il boiler sarà comunque sicuro e a norma di legge, sempre che il tiraggio sarà dei termini di legge.

Installazione scaldabagno a camera stagna dove?

 Lo scaldabagno a camera stagna tipo “C” Turbo, deve essere installato, in quelle situazioni dove lo scaldabagno a tiraggio naturale non lo può essere. Tipo dove il camino è singolo, oppure dove il locale di istallazione non è idoneo come: camera da letto, bagno, locali senza ventilazione.
Può essere installato anche in quelle situazioni dove si cerca un miglior controllo della temperatura e stabilità della pressione.

Scaldabagno a gas passaggio a turbo: Quando è obbligatorio?

Può capitare spesso di sostituire il boiler, e di trovarsi a dover cambiare tipologia, da camera aperta, a camera stagna. Questo ovviamente comporta tanti cambiamenti non solo tecnici, ma anche economici.
Ma perché ci si trova a dover cambiare tipologia? Vediamo perché:

Quando passare da camera aperta a camera stagna

 Ovviamente il nostro scaldabagno a tiraggio naturale tipo “B”, anche datato, è funzionale ed adatto al uso quotidiano. Il problema è quando si hanno problemi di tiraggio dei fumi del boiler, infatti gli scaldabagni recenti possiedono una sonda che rileva il reflusso dei fumi.
In caso di malfunzionamento del tiraggio naturale, ci troveremo obbligati a sostituirlo con uno dal tiraggio forzato.

Quando è di obbligo passare a scaldabagno turbo?

 Quindi, in caso di malfunzionamento di tiraggio, che può essere dovuto dal camino datato, o mal funzionante. Se la canna fumaria sarà idonea o singola, dovremo obbligatoriamente passare ad uno scaldabagno boiler a tiraggio forzato tipo “C”.
Gli scarichi di questo scaldabagno, verranno incanalati in una canna fumaria che terminerà a tetto, questo tipo di scaldabagno non è solo più sicuro, ma anche con prestazioni più elevate, con un miglior confort di regolazione dell’acqua calda.

Per riassumere, sistemi di evacuazione fumi.

Detto questo, il tecnico che installerà lo scaldabagno, dovrà collegare lo scarico fumi secondo il modo più corretto, rispettando tutte le normative di legge e sicurezza. Con il sistema coassiale sarà necessario solo un tubo di dimensioni maggiori diametro 100, che però è consigliato per brevi tratti. In caso contrario lo scaldabagno potrebbe andare in blocco durante il funzionamento.

Il sistema coassiale non può essere installato in un camino, ne singolo ne collettivo, infatti è istallato sempre quando c’è uno scarico in facciata.
Il sistema sdoppiato è il più diffuso, e più semplice da installare, e si presta pure per lunghi tratti di tubazione. È sempre consigliata l’installazione del sistema sdoppiato, e lo troviamo sempre nell’installazione in camini singoli e collettivi.
Il camino dovrà essere a norma di legge, per quanto riguarda le normative. I fumi saranno incanalati nel camino, mentre l’aspirazione si fermerà in facciata.

Scaldabagno a gas tipologie, quali sono?

Parlando di scaldabagni a gas o boiler, dobbiamo distinguerli in due gruppi con lettere TIPO A e TIPO B. La differenza sostanziale la fa l’evacuazione dei fumi, e visivamente la potete vedere dal tipo di tubi e raccordi fumari dello scaldabagno

Scarico dei fumi Scaldabagno a gas

Come detto sopra due gruppi simili ma distinti detti:

  • scaldabagno a tiraggio forzato tipo C

  • scaldabagno a tiraggio naturale tipo B

Ovviamente tutti e due le tipologie, solo valide, e si scelgono in base ai nostri bisogni, soprattutto della loro collocazione e del camino.

scaldabagno a gas tipo “C”

Questo tipo di Scaldabagno o boiler, si distingue per essere a “camera stagna”, e per l’evacuazione dei fumi. “Camera stagna” vuol dire che la combustione del bruciatore, avviene chiusa all’interno dello scaldabagno, e il prelievo dell’ossigeno avviene dall’esterno. L’evacuazione dei fumi forzata invece, si intente attraverso l’aspirazione di una ventola elettrica posta sopra lo scaldabagno a gas di tipo C.
La ventola aspira i fumi, e li convoglia nella tubazione di scarico, che può essere : Coassiale o Sdoppiata. Nel caso di tubazione coassiale, sopra vedremo un solo tubo, all’interno del quale ci sarà un altro tubo più piccolo. Il tubo piccolo è quello dei fumi, l’altro è dell’aspirazione dell’aria.
In tutti i due casi è importante che l’evacuazione dei fumi dello scaldabagno di tipo C, siano effettuate nella totale sicurezza, rispettando le norme dei sistemi fumari!

scaldabagno a gas tipo “B”

Lo scaldabagno o boiler a gas, di tipo B, è molto diffuso nelle nostre abitazioni, soprattutto nei condomini più datatati. La sua diffusione è data da un facile utilizzo e un basso costo di installazione, lo si distingue facilmente perché la fiamma spesso a vista, e in quelli più vecchi abbiamo ancora la fiamma pilota. I boiler di tipo B, un tempo non erano molto sicuri, ma quelli di ultima generazione lo sono di più. Purtroppo non sempre possibile installarli visto il loro basso costo, perché la legge prevede delle concessioni in caso di camino collettivo, e non in ambienti tipo bagno o camere da letto.

Quali sono le normative per lo scarico dei fumi?

La nuova normativa. In base alla L. 17 dicembre 2012, n. 221 (cd.

Decreto crescita bis), vi sono nuove disposizioni che riscrivono la norma (art. 5, co. 9, D.P.R. 41271993) relativa all’obbligo per gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più unità immobiliari, di collegamento ad appositi camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente, fatto salvo il caso di installazione di generatori di calore a gas a condensazione che, per valori di prestazione energetica e di emissioni dei prodotti della combustione, appartengano alla classe ad alta efficienza energetica, più efficiente e meno inquinante, prevista dalla pertinente norma tecnica di prodotto UNI EN 297 e/o UNI EN 483 e/o UNI EN 15502.

Dove installare lo scaldabagno a camera stagna?

 Il boiler a camera stagna, è uno scaldabagno molto versatile, e può essere installato in ambienti particolari, ma soprattutto dove il tiraggio è assente.
Avendo al suo interno una ventola elettrica di aspirazione, che aspira i fumi e il CO2 della combustione e forzatamente li spinge fuori. Ovviamente il collegamento del sistema di evacuazione deve essere a norma di legge, e affidarsi a un tecnico qualificato.

L’impianto di collegamento, sia quello idrico ma soprattutto quello del gas, dovrà essere ovviamente a norma di legge, il camino dovrà essere appositamente concepito per lo scarico dei fumi di uno scaldabagno a tiraggio forzato.

Cosa scegliere come scaldabagno a gas?

Scegliere la tipologia di scaldabagno non è semplice, ed’è sempre consigliato affidarsi ad un professionista affidabile. La scelta deve sempre essere ponderata dalla sicurezza che luogo di installazione, spesso ci capita di ricevere chiamate di clienti che hanno acquistato scaldabagni errati.

Boiler elettrico rispetto a scaldabagno  a gas. Quali sono le normative

 Il boiler elettrico, detto anche scaldabagno elettrico ad accumulo, funziona con allaccio alla corrente, e le normative per quanto riguardano questi boiler, sono meno restrittive. L’idraulico dovrà sono collegarlo acqua calda e fredda e alla presa di corrente secondo norma CEI e UNI.
Mentre lo scaldabagno a gas ha delle restrizioni maggiori a livello di normative, l’importante in tutti i due casi è affidarsi ad un idraulico competente.

Scaldabagni a gas ultime

 Ci possono essere scaldabagni di ultima generazione, in grado di generare la corrente tramite una dinamo. Aprendo l’acqua, passando prima dal gruppo/polmone, come sopra detto, passerà attraverso un elica che girando creerà la corrente necessaria al funzionamento dello scaldabagno a gas, e di tutti i suoi componenti che richiedono energia al movimento.

Nei vecchi scaldabagni era presente la fiammella sempre accesa, che richiedeva sempre gas, consumando in continuazione. Tutto questo è stato sostituito anche perché il continuo riscaldare della fiammella logorava la serpentina, la scheda e la gestione elettronica ha cambiato molto il rendimento in termini di durata, nella manutenzione non avremo più problemi di fiamma pilota sporca o calcare.