PREFATTIBILITÀ DEGLI INTERVENTI

Calcoli e verifiche

Trasmittanze pacchetti murari

Diagnosi energetica e prefattibilità

La prefattibilità degli interventi di riqualificazione energetica passa per una accurata diagnosi energetica, volta ad individuare l’utilizzo e gli sprechi di energia dell’edificio o del processo.

Individuati i punti deboli dell’immobile o dell’edificio di studio, si vagliano le varie possibilità di intervento in relazione ai costi-benefici.

L’intervento viene studiato non solo in relazione ai massimi benefici ottenibili per il risparmio energetico, ma anche in relazione ai limiti tecnici necessari per usufruire delle agevolazioni disponibili per gli specifici interventi.

Prefattibilità | Detrazioni fiscali Ecobonus – Bonus ristrutturazioni – Superbonus 110%

L’analisi di prefattibilità passa necessariamente per la valutazione dei massimali e dei paramenti minimi di efficienza richiesti per rientrare nelle forme di detrazioni fiscale previste ad incentivo degli interventi. Le percentuali di detrazioni vanno dal 50% del Bonus Ristrutturazione, per il 65% dell’Ecobonus, al 110% del Superbonus. Le percentuali sono talmente rilevanti da indurre ad impostare l’intervento già dalla prefattibilità in funzione delle richieste specifiche.

Prefattibilità e tempo di ritorno dell’investimento

Negli interventi di riqualificazione energetica il tempo di ritorno, cioè il numero di anni necessari per recuperare il capitale inizialmente investito, è uno dei fattori più rilevanti nella scelta degli interventi da preferire, contribuendo a definire lo scenario più favorevole, cioè quello nel quale il capitale viene impiegato e recuperato ne minor tempo possibile.

Nel caso in cui si voglia procedere con il calcolo semplificato, il tempo di ritorno si determina, come il rapporto tra il costo totale iniziale dell’operazione ed il risparmio annuo conseguibile. Questo tipo di analisi semplificata può fornire un’indicazione soddisfacente soprattutto in caso di scenari contraddistinti da tempi di ritorno relativamente brevi. Inoltre, è inoltre applicabile, secondo le precisazioni fornite dalla FAQ ministeriale n.15 dell’ottobre 2015, ai fini delle compilazione della sezione “Raccomandazioni” dell’APE. 

In dettaglio il tempo di ritorno semplice o payback definisce, in modo semplificato, la redditività dell’investimento, individuando il numero di anni necessari per recuperare il capitale inizialmente investito ed è calcolato come il rapporto tra l’importo dell’investimento (I0) e il flusso di cassa previsto (FC).

Il tempo si ritorno può essere stimato sia tenendo conto di eventuali detrazioni o agevolazioni, sia senza, considerando già la detrazione come guadagno. I tempi di ritorno ottimali, per gli interventi più comuni, non superano i 10 anni.

Prefattibilità edilizia e normativa

In relazione alla zona di interesse ed alle caratteristiche dell’immobile un intervento potrebbe essere o meno fattibile in relazione ad aspetti normativi; ad esempio interventi di coibentazione a cappotto esterno potrebbero non essere autorizzati su fabbricati con vincoli architettonici o paesaggistici e lo stesso potrebbe valere per i pannelli solari, fotovoltaici o solare termico.

Gli stessi interventi vanno inquadrati in una pratica edilizia che sostiene i lavori, partendo dalla semplice manutenzione straordinaria in Cila, o la Scia semplice per interventi anche di natura strutturale o esterna, fino alla Scia alternativa per interventi complessi con variazioni esterne.